Unicobas l'AltrascuolA
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- COMUNICATO STAMPA 1.3.2004 -

UNA GRANDE GIORNATA: FORTE LO SCIOPERO SCUOLA, SIMILE A QUELLO CHE FECE CADERE BERLINGUER.
PARTECIPATA LA MANIFESTAZIONE AL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE NONOSTANTE PIOGGIA E GRANDINE

Nonostante grandine e pioggia battente, nonostante ci sia chi sta cedendo a contentini vergognosi e nonostante la CGIL rimanga di fatto in stato di immobilità (ventilando solo ora un fantomatico quanto imprecisato sciopero a futura memoria, citato forse più per cercare di depotenziare lo sciopero di oggi) sotto le finestre del ministero, su gradini completamente nascosti dagli ombrelli, si è manifestato in rappresentanza di una larga parte della categoria. E' andata molto bene la giornata di sciopero proclamata da Unicobas l'AltrascuolA ed alla quale hanno successivamente aderito i Cobas (oggi non certo premiati dalla scelta di un corteo non unitario). Lo sciopero ha segnato una percentuale di adesione variante al momento fra punte del 45% e "minime" del 20%. Molto buone, considerato che nel comparto il dato più alto, del 35%, venne registrato ai tempi del famoso "concorsone" di Berlinguer. Segnali positivi si erano raccolti da tutte le province già nei giorni scorsi, adesioni di intere federazioni di altri sindacati come la Gilda di Bologna, Enna, Venezia e Napoli, comitati di studenti, genitori, innumerevoli coordinamenti di insegnanti che hanno comunicato la loro adesione alla giornata di lotta. Quindi il saluto festoso ricevuto dall'Unicobas dai partecipanti alla manifestazione di sabato 28 febbraio, durante la quale, a centinaia, iscritti alla Cgil e alla Cisl di diverse parti della penisola hanno affermato con convinzione l'intenzione irrevocabile di scioperare oggi.

È un movimento impetuoso che indica al ministro la strada delle dimissioni, che ha il coraggio di porre nuovamente al centro del dibattito la scuola, cuore di una società che chiede cultura e libertà e non certo quiz per gli insegnanti e apprendistato in fabbrica per gli studenti. I progetti del governo tendono a svilire i saperi critici, indispensabili per un domani sempre più interattivo e interculturale. La protesta dei lavoratori della scuola si è trasformata oggi in protesta dell'intera società: molti i genitori presenti con intere classi di alunni in tutte le manifestazioni organizzate sin qui.

La riuscita dello sciopero di oggi è ancora più significativa a fronte dell'operazione di svendita tentata dalle dirigenze di CISL, UIL, SNALS e Gilda che, su "tavoli tecnici", stavano accettando la semplice posticipazione di un taglio di 50.000 cattedre alle elementari con il rinvio di un anno, di altri 30.000 posti alle medie fra 3 anni, oltre che di almeno 40.000 cattedre al superiore. E' oltretutto indegno accettare l'introduzione del "tutor" (che elimina la collegialità e riduce gli altri docenti a mere e dequalificate figure di contorno) solo perché il Ministro promette di rimettere alla contrattazione l'inaccettabile differenziazione stipendiale. Inoltre stavano dicendo sì alla trasformazione della scuola dell'infanzia in asilo-nido, alla riduzione dei professionali a dependance regionalizzate del mondo dell'impresa con la relativa consegna degli studenti agli appetiti di Confindustria, co-gestore della futura scuola morattiana sin dalle nuove medie uso avviamento.

Di fronte a queste prospettive, la CGIL non ha sinora saputo che confermare la manifestazione di sabato scorso insieme a chi nel frattempo partecipa a tavoli di "confronto" ai quali la CGIL non aderisce. La CGIL aveva peraltro già fatto finta di "non vedere" l'accordo caldeggiato dall'ANCI (comuni), ove si accettava la trasformazione del tempo pieno in dequalificante dopo-scuola a termine (un anno di vita in più) e custodialistico, incentrato sulla mensa e la marginalizzazione delle educazioni.

Domani continueremo la protesta coniugandola con la proposta. Il convegno nazionale in programma all'ITIS "Galilei" (V. Conte Verde h. 10.00) intende infatti analizzare la controriforma Moratti alla luce della situazione dell'Europa, continente nel quale rischiamo di diventare il fanalino di coda. Se ne parlerà in orario di servizio con rappresentanti di sindacati alternativi svizzeri, francesi e spagnoli.

L'impegno dell'Unicobas l'AltrascuolA continuerà sino al ritiro del decreto: le modalità di quest'azione che non si arresterà si decideranno insieme a quei due/trecentomila lavoratori che oggi hanno incrociato le braccia perché alla scuola credono ancora, discutendone con i delegati già nel convegno di domani.

p. l'Unicobas l'AltrascuolA Stefano d'Errico (Segretario nazionale)