Aggiornamenti sulla "storia infinita" della Riforma Gelmini nella Scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado: come si possono limitarne i danni?

Premesso che in qualsiasi altro settore lavorativo, i peggioramenti salariali e normativi che la riforma Tremonti Gelmini ha imposto agli insegnanti non sarebbero stati mai e poi mai realizzati, e che tutti gli stravolgimenti organizzativi, didattici e orari sono passati grazie alla debolissima ed inefficace risposta del corpo docente, continuiamo a seguire e a tentare di capire il meccanismo della riforma e a trovare i modi per non esserne stritolati.

Si avvicina il momento in cui i Collegi dei Docenti saranno chiamati a deliberare in materia di didattica sui modelli orari del prossimo anno scolastico e a delineare i criteri per la strutturazione dei futuri Pof , tutto questo in uno scenario drasticamente modificato dagli schemi del ministro Gelmini.

E' essenziale conoscere a fondo una serie di norme, regolamenti, circolari ecc. che contengono le indicazioni per la ristrutturazione della scuola primaria e secondaria di secondo grado.

Consigliamo quindi a tutti i colleghi la lettura del materiale su questi temi che è reperibile sul sito www.unicobas.it.

In particolare vanno esaminati gli schemi di regolamento del ministro Gelmini e la circolare di Raffaele Sanso (Ufficio Scolastico Regionale del Lazio) del 3 Febbraio 2009.

Chi perderà posto?

La circolare Sanso contiene le indicazioni per quantificare il decremento di organici nella scuola Primaria e Media.

Per il calcolo dell'organico della primaria si dice di dividere per 27 ore ma, avendo la maggior parte delle famiglie scelto la formula 30 e 40 ore, il coefficiente andrà rialzato.

Dal prossimo anno in tutte le classi elementari spariranno le compresenze: quelle con l'insegnante di classe e quelle con l'insegnante di Inglese. Di quelle con l'insegnante di religione cattolica Sanso non tiene conto, chiarendo, in altra sede, che ne avremo bisogno per i bambini esonerati da questa frequenza per la cosiddetta materia alternativa (questo contrasta comunque con gli schemi Gelmini che parlano di abolizione di tutte le compresenze).

Per capire la percentuale di perdita di posti basta pensare che, nel modello a 40 ore, le compresenze che spariranno saranno 4, alle quali si devono sommare 1 ora di Inglese (nelle prime), 2 ore ( nelle seconde) e 3 ore (nelle terze, quarte e quinte): abbiamo 5, 6 o 7 ore su 40 con una percentuale di perdita oraria di circa il 15%.

In proporzione ,per il modello a 30 ore avremo la scomparsa di 3, 4 o 5 ore: la perdita oraria è la stessa, il 15 %.

Come usare la normativa sulla sicurezza?

Combattere il sovraffollamento delle aule, oltre che essere sacrosanto ai fini della sicurezza e dell'igiene, porta anche a limitare la perdita di posti di lavoro attraverso la formazione di nuove classi..

Si deve utilizzare il Testo Unico sulla sicurezza ( D.L. n° 81 del 9/4/08), che ha sostituito la legge 626.

Anche del D.M. del 26/8/92 sulla prevenzione incendi nelle scuole va richiesta l'applicazione.

La densità di affollamento delle aule resta limitata dalle tabelle allegate al D.M. del 18/12/75

(1.80 mq netti per alunno in elementari e medie,1.96 mq. nelle scuole superiori).

Le scuole non devono attendere le comunicazioni ufficiali del CSA sull'organico, ma presentare quanto prima agli uffici addetti la propria planimetria, facendo espressamente riferimento alla normativa vigente sulla sicurezza (vedi sopra) allo scopo di mantenere al massimo il miglior rapporto alunni/classe, nel rispetto della legge e per la salvaguardia dei posti di lavoro. A tale scopo il Rappresentante della Sicurezza della scuola deve presentare una relazione al CSA che metta anche in evidenza le esigenze relative alle attrezzature dei portatori di handicap, quali carrozzine ed altre strutture che non possono essere trascurate nel calcolo degli spazi in rapporto agli alunni.

Chi lavorerà di più?

Secondo gli schemi di regolamento del 18 Dicembre scorso, il modello del maestro prevalente va applicato solo nelle prime, le classi successive hanno il solo vincolo dell'orario senza compresenze.

Detto ciò si capisce facilmente come un "maestro prevalente", nelle sue 24 ore frontali, non si possa far carico di tutte le materie: c'è la spinosa questione dell'insegnamento dell'Inglese e di quello della Religione.

In una prima elementare a modulo (non si chiamerà più così) le 24 ore svolte da un unico insegnante andranno integrate da 1 ora di Inglese (se l'insegnante non ha l'abilitazione) e 2 ore di Religione: ma così avremo 27 ore alle quali ne vanno aggiunte altre 3 per arrivare a 30 ore settimanali. Sono proprio questi spezzoni orari che rappresentano una minaccia: a chi saranno destinati?

Se passa l'idea dell'insegnante prevalente anche sul tempo pieno (notare che il Collegio Docenti può deliberare in modo diverso), in una prima elementare a tempo pieno avremo le 24 ore svolte dal "maestro prevalente" e la classe completerà con 1 ora dell'insegnante di Inglese (sempre che il prevalente non abbia ancora il titolo per insegnarlo), 2 ore di Religione e 13 ore svolte ad un altro insegnante che, a quel punto dovrà completare l'orario di servizio in altre classi .

Qualche dirigente propone l'utilizzo nelle classi a modulo degli insegnanti di tempo pieno che così potrebbero completare il loro orario.

Di nuovo quindi si creerà una disparità di orario tra chi avrà una sola classe e chi ne avrà due o più di due, con il disagio e l'impegno maggiore che questo comporta a livello di riunioni, compilazione documenti, incontri con famiglie ecc.( ricordiamo a questo proposito che il CCNL stabilisce un tetto orario massimo ed annuale per molti di questi impegni)

Chi sostituirà i colleghi assenti per brevi periodi?

Finora il CCNL consente l'utilizzo delle compresenze per la sostituzione dei colleghi assenti fino ai 5 giorni o per attività didattiche di vario tipo inquadrate in delibere collegiali.

Dal prossimo anno questo serbatoio di ore scomparirà ed allora si dovranno chiamare supplenti anche per un giorno: tutto ciò costerà di meno al MIUR? Assisteremo ancora più di frequente allo scempio delle classi scoperte e smistate? I Dirigenti cercheranno di ottenere la disponibilità ad un aumento dell'orario (4 ore in più) per effettuare supplenze pagate una mancia (cioè non come ore frontali aggiuntive). Se si considera che con l'ingresso nella scuola elementare degli spezzoni e con l'utilizzazione su molte classi (e relative riunioni, schede, valutazioni, etc., ed anche su più plessi) dei docenti (soprattutto nei moduli dove le classi potrebbero diventare anche 6 o più -, ma anche nel tempo pieno), dare una simile disponibilità significa: a) favorire la riforma per un piatto di lenticchie; b) trascorrere a scuole anche una media di 30 / 35 ore settimanali.

Che fine faranno le due ore di programmazione?

Negli schemi di regolamento delle ore di programmazione non se ne parla, l'obbligo delle 24 ore frontali nelle prime del prossimo anno solleverà un problema di tipo contrattuale: il CCNL definisce l'orario di servizio in 22 ore di insegnamento e 2 ore di programmazione didattica. Queste ultime non possono essere trasformate in ore frontali senza una modifica del CCNL che scadrà alla fine del 2009.

Inoltre si creerà una disparità tra le prime, senza obbligo di programmazione, e le atre classi ancora col vecchio orario del 22+2.

Che deve fare il Collegio dei Docenti?

L'assemblea dei docenti delibera in materia di didattica ed è chiaro che orari e schemi organizzativi, in generale, condizionano la didattica.

Il Dirigente, che assegna i docenti alle classi e ai plessi, segue i criteri deliberati dal Collegio prima e dal Consiglio d'Istituto poi e propone gli stessi nella contrattazione con la RSU della scuola. E' in questa contrattazione che si fissano i criteri per l'assegnazione dei docenti (e dei docenti ai plessi).

Il criterio per stabilire chi tiene la titolarità della classe come insegnante prevalente e chi completa il suo orario in più classi sarà probabilmente quello dell'anzianità di servizio per evitare di penalizzare i colleghi con più esperienza rispetto ai più giovani professionalmente.

L'offerta formativa delle scuole subirà delle modifiche e soprattutto delle limitazioni che l'applicazione dei nuovi orari comporta.

I piani dell'offerta formativa saranno mutilati della presenza di laboratori di vario tipo (informatica, teatro, attività manipolative) che presuppongono l'afflusso di piccoli gruppi e quindi la compresenza di due insegnanti.

Le visite didattiche a questo punto non sono organizzabili, visto che il rapporto adulti-alunni deve essere di 1 a 15 (a meno che non si coinvolgano genitori o colleghi volontari retribuiti a parte).

Il recupero di alunni in difficoltà ,in genere previsto dalle delibere collegiali durante le compresenze di classe, non sarà più prevedibile.

Quali progetti finanziare con il Fondo d'istituto?

Finora le compresenze possono essere usate anche per attività progettuali di vario tipo.

Il FIS da Settembre si dovrà far carico anche di queste attività che non potranno più essere svolte durante l'orario di servizio (e rappresenteranno per forza di cose tutto orario aggiuntivo frontale eventualmente quindi da pagare come tale).

Il fondo dovrà finanziare i tentativi di colmare le carenze di una struttura oraria impoverita.

Cosa cambierà nella contrattazione RSU?

Il CCNL scadrà alla fine del 2009 e, a causa della connivenza delle OOSS pronta-firma (che hanno siglato l'11.12.08 l'accordo con il Governo sull'applicazione delle nuove norme) sarà modificato seguendo le indicazioni della nuova finanziaria e della riforma Gelmini.

Il prossimo anno, se il decreto Aprea non le sopprimerà, sarà tempo di eleggere le RR. SS. UU. nelle scuole.

Alle rappresentanze sindacali spetterà il compito di sottoscrivere contratti che tutelino, per quanto possibile, le condizioni di lavoro dei colleghi docenti ed ATA con norme ad hoc sull'assegnazione dei docenti ai plessi (e non solo), sulle ore di programmazione (eventualmente da retribuirsi in modo differente se vengono destinate ad altro), etc..

Cosa cambierà nella Scuola Secondaria di Primo Grado (ex scuola media)?

Nelle scuole medie si assisterà alla riduzione di orario per le classi a tempo normale, che passeranno da 30, 31 o 32 ore a sole 29 ore settimanali e ad un aumento del numero di classi necessarie a costituire le cattedre, risultato della riconduzione a 18 ore effettive d'insegnamento.

Non potranno essere richieste classi di tempo prolungato se non è già presente in organico il personale addetto e nella scuola non sono già esistenti classi con questo tipo di orario. Spariranno i laboratori introdotti con la Riforma Moratti, a discapito soprattutto di Lettere e Tecnologia.

Nel tempo normale, l'insegnamento di Italiano, Storia e Geografia (comprensive di cittadinanza e costituzione) sarà impartito per complessive 9 ore per classe, dunque si avrà una cattedra e mezza per ogni corso, a differenza dell'attuale situazione che vede in ogni 3 classi 2 insegnanti.

Sul tempo normale, dunque, si perderà 1/4 dell'organico, mentre, nel tempo prolungato saranno attivate 2 cattedre e mezza per ogni corso. Attualmente, invece, c'è una cattedra per ogni classe, per complessive 15 ore di insegnamento e 3 ore a disposizione della scuola.

Si perderà, quindi, 1/6 dell'organico.

L'insegnamento di Matematica e Scienze, nel tempo normale, continuerà ad essere impartito per 6 ore in ogni classe e, così, ogni cattedra sarà composta da 3 classi.

Nel tempo prolungato, invece, il nuovo modello prevede 9 ore per classe, senza ore a disposizione.

Tecnologia perderà un'ora la settimana, sia nel tempo normale che nel tempo prolungato. Per costituire una cattedra saranno necessarie 9 classi al posto delle attuali 6.

Il risultato di tale operazione è che viene decurtato 1/3 dell'organico d'istituto

Nello specifico, Lettere perderà un'ora settimanale, il che comporterà perdite di cattedre di questa disciplina anche se la scuola dovesse mantenere lo stesso numero di classi prime.

Tecnologia (ex Educazione Tecnica) passerà da 3 a 2 ore per classe, il che comporterà un aumento da 6 a 9 classi per ciascun docente, con un notevole aggravio di lavoro e la perdita nell'istituto di un terzo del personale attualmente in organico per questa disciplina, per non parlare della scomparsa di ogni progetto di laboratorio informatico, alla faccia delle promesse, per mancanza di personale specializzato.

Lingua Inglese: la falsa illusione dell'aumento orario da 3 a 5 ore per classe è durata poco, a fronte del chiarimento beffa, secondo cui l'orario aggiuntivo potrà essere attivato in sostituzione della pur tanto strombazzata Seconda Lingua, ma senza oneri aggiuntivi per il ministero e solo su richiesta delle famiglie. In altre parole, solo se nella scuola sono presenti docenti abilitati all'insegnamento dell'inglese e disposti ad ampliare il proprio orario frontale fino a 24 ore settimanali, quindi al di fuori dell'orario di cattedra, la scuola potrà offrire quest'opportunità all'utenza.

Non è ben chiaro se le ore aggiuntive saranno a carico del ministero o della scuola, per questo ci si sta muovendo con cautela al riguardo, anche per non danneggiare ulteriormente la già precaria posizione degli insegnanti della Seconda Lingua Comunitaria: trattata come Cenerentola sin dalla sua introduzione nella scuola dell'obbligo da parte della Riforma Moratti, che se ne era fatta vanto in sede europea, in realtà i disgraziati insegnanti di queste sfortunate discipline non sono riusciti ad ottenere l'ambita immissione in ruolo ed ormai, alla luce di questo ulteriore colpo alla propria dignità professionale, vedono andare perdute le residue speranze di ottenere una cattedra.

Con la possibilità di veder sparire le ore di Seconda Lingua in favore di un ampliamento orario dell'inglese, gli insegnanti di Seconda Lingua, oltre alla ormai certa condanna ad un precariato a vita nel nome dell'opzionalità del proprio insegnamento, nel prossimo anno scolastico rischiano seriamente di lavorare molto meno e, con grave disagio, su più di due sedi.

Per quanto concerne ed. artistica, musicale e motoria, rimarrà invariata la situazione nel tempo normale.

Sul tempo prolungato, invece, gli insegnamenti saranno ricondotti a 2 ore per classe come nel tempo normale. Per formare una cattedra nel tempo prolungato, dunque saranno necessarie 9 classi.

Cosa deve fare il Collegio dei Docenti della Scuola Secondaria di Primo Grado?

Per tentare di fare fronte alla sicura emorragia di posti di lavoro nella Scuola Secondaria di Primo Grado i Collegi dei Docenti devono approvare progetti che amplino il più possibile l'offerta formativa delle scuole utilizzando al meglio le risorse e le professionalità presenti nel corrente anno scolastico. Non tanto in progetti aggiuntivi all'attività didattica frontale, quanto piuttosto progetti strutturali che utilizzino il personale in attività e che abbiano una importante ricaduta sul territorio, come ad esempio progetti di alfabetizzazione di minori stranieri, di screening di importanti e riconosciuti ostacoli all'apprendimento quali la dislessia, progetti di alfabetizzazione informatica e di diffusione delle nuove tecnologie, progetti di continuità, laboratori informatici o linguistici. Tali progetti dovranno essere proposti a tutto il territorio, cercando di creare un raccordo tra la scuola, o meglio tra una rete di scuole e le autorità locali, allo scopo dichiarato di migliorare la qualità del servizio pubblico e, in quest'ottica, si dovrà abbandonare la dannosa competizione tra scuole che ha trasformato sempre più gli insegnanti in meri piazzisti ed ha fatto perdere di vista il valore comune dell'istruzione pubblica.