l'AltrascuolA Unicobas
Ufficio Stampa della Segreteria Nazionale
V. Tuscolana, 9 - 00182 Roma - Tel., segr. e fax: 06 70302626 (4 linee)
unicobas.rm@tiscali.it - http://www.unicobas.it
_________________________________________________________________________________________
COMUNICATO STAMPA 28.9.2004

IL 1 OTTOBRE PRIMO SCIOPERO SCUOLA DELL'INTERA GIORNATA E MANIFESTAZIONE A ROMA CONTRO LA RIFORMA MORATTI E CONTRO LA FINANZIARIA
Nel documento per la finanziaria non è certo neppure se vedremo un misero 2% in più per un contratto scaduto da più di un anno e mezzo ed un potere d'acquisto dimezzato dalla vergognosa operazione speculativa che ha seguito l'introduzione dell'euro. Neanche la scarsissima prebenda è infatti sicura. Il governo enfatizza la propria politica ma al contempo piange miseria. Siniscalco pensa ancora ad operazioni cannibalistiche, come l'eliminazione degli scatti sessennali e settennali di anzianità presenti nella scuola per finanziare i rinnovi contrattuali di tutto il pubblico impiego: altro che "aumenti" ! Quindi qualcuno pensa di raccogliere il 2% sterilizzando gli automatismi stipendiali. L'idea viene contrabbandata per operazione sul "merito". Non è un mistero che la Moratti intenda piegare il corpo docente, reo di non aver acclamato la sua controriforma, a sole 3 fasce stipendiali: docente "iniziale", docente "ordinario" e docente "esperto". Ecco semplificati i conteggi sugli stipendi dei docenti italiani (già i peggio remunerati d'Europa): lo stipendio iniziale diventa anche lo stipendio finale ! La maggioranza degli insegnanti (o almeno il 50%) rimarrebbe infatti al primo step, con uno stipendio pari ad un settimo livello impiegatizio. Un 40% sarebbe retribuito all'8° livello (come un normale travet) e solo il residuo 10% passerebbe al 9° livello. Ancora ben al di sotto di qualsiasi altro docente dell'Unione Europea, ma con l'aggravante di una "carriera" che sarebbe una truffa sia sotto il profilo economico (conservando i 6 "gradoni" d'anzianità attuali si conserverebbe una migliore progressione economica), sia sotto quello normativo, con la riedizione delle note di qualifica assegnate dai dirigenti trasformate in "crediti" a punti e l'abbattimento dei poteri dei Collegi dei Docenti. Persino l'assunzione dei precari verrebbe affidata direttamente ai dirigenti secondo un'ottica del tutto privatistica.

Procede quindi la politica di affossamento della scuola pubblica attraverso la dequalificazione dei professionisti della scuola: taglio alle spese, utilizzo sempre più massiccio del precariato, abbassamento dell'obbligo scolastico e valutazione impropria dei docenti, in questo con l'ausilio di CGIL, CISL, UIL, SNALS, favorevoli alla nuova operazione sul "merito" come ai tempi del concorsone di Berlinguer. L'azione dei Confederali e dello SNALS è sempre più ambigua e sulla scuola non hanno mai proclamato uno sciopero specifico. La CGIL a parole si oppone alla "riforma", ma nei fatti va a contrattare per pochi spiccioli - circa 10 euro pro capite - persino la nuova ed iniqua figura del tutor. Tutti e quattro preparano la strada per una segmentazione ingiusta della funzione docente.

Per quanto attiene alla riforma, a fronte delle numerosissime delibere contrarie dei Collegi dei Docenti in tutto il Paese, alle lotte contro l'adozione dei libri di testo "riformati", alla strenua difesa dei principi di libertà di insegnamento e sperimentazione didattica sanciti dalla Costituzione e dalla legge sull'autonomia scolastica, c'è un ministero che si vuole imporre attraverso circolari intimidatorie. Inoltre con la devolution lo spazio di autonomia delle scuole verrà occupato dalle regioni.

L'AltrascuolA Unicobas ribadisce con i fatti il NO alla controriforma Moratti: nessuno dice che si prospetta il taglio di 50.000 cattedre alle elementari, di altri 30.000 posti alle medie, oltre che di almeno 40.000 cattedre al superiore e di migliaia di posti di amministrativi e collaboratori. E' indegna l'introduzione del "tutor" che elimina la collegialità e riduce gli altri docenti a mere e dequalificate figure di contorno, inaccettabile la trasformazione (con l'anticipo a 2 anni e mezzo) della scuola dell'infanzia in asilo-nido, come la riduzione dei professionali a dependance regionalizzate dell'impresa con la relativa consegna degli studenti poveri all'alternanza scuola lavoro sin dalle nuove medie uso avviamento.

Riprendendo il testimone delle lotte organizzate nello scorso anno scolastico, i coordinamenti genitori-insegnanti hanno indetto una giornata nazionale di mobilitazione per il 1° Ottobree e l'AltrascuolA Unicobas ha proclamato e conferma lo sciopero dell'intera giornata. L'opposizione alla controriforma sarà visibile in piazza direttamente sotto il Ministero dalle 10 del mattino.

p. l'AltrascuolA Unicobas Stefano d'Errico (Segretario nazionale)