Il personale docente ed ATA dell'ISIS Mattei di Rosignano, riunito in assemblea sindacale il giorno 18/2/2005 approva all'unanimità la seguente mozione:

Gli Istituti Tecnici e professionali corrono il grosso rischio di venir cancellati dalla controriforma Moratti. Infatti la bozza di decreto attuativo sul superiore prevede per i primi la "trasformazione" in licei tecnologici e l'eliminazione di buona parte delle materie professionalizzanti e dei rispettivi laboratori, per i secondi il passaggio alla formazione professionale delle Regioni, l tutto nell'ottica di un rafforzamento dell'impostazione gentiliana della nostra scuola, di una notevole riduzione dei "costi di gestione" con un taglio agli organici di circa il 30% tra docenti ed ATA, con il rischio di eliminazione o di emarginazione di intere figure professionali come gli insegnanti tecnico pratici e gli assistenti tecnici, i docenti di diritto, di educazione fisica, etc.

Oltre alla perdita secca di ore dovuta ai nuovi piani orari, un ulteriore batosta agli organici può derivare, per gli istituti tecnici, dalla distinzione tra materie obbligatorie, opzionali obbligatorie e opzionali facoltative qualora per coprire le materie opzionali venisse privilegiato il ricorso agli "esperti", senza contare poi che l'alternanza scuola-lavoro porterà gli allievi fuori dalle scuole per mesi a lavorare gratis nelle aziende.

Inoltre il diploma liceale non sarà più immediatamente spendibile per l'accesso al lavoro, ma occorrerà specializzarsi con un corso IFTS o con una laurea triennale, quindi la controriforma va anche nella direzione dell'eliminazione del valore legale del titolo di studio nel senso che l'iscrizione all'albo professionale viene posticipata di due-tre anni. Questo produrrà un forte calo delle iscrizioni.

Si prefigura quindi un'impostazione estremamente classista dove a 13 anni gli allievi dovranno scegliere tra liceo + università/IFTS oppure l'avviamento al lavoro (canale regionale) .

Le enormi differenze in termini di tempo scuola, materie di studio, articolazione dei contenuti, rendono infatti il diritto al passaggio da un sistema all'altro una chimera. Tale separazione precipita la scuola italiana alla metà del secolo scorso, riesumando il sistema in vigore prima della riforma della scuola media unica (1962); l'assemblea ritiene inammissibile che nel 2005 si possa ipotizzare una scuola di serie A, destinata a proseguire nell'università, e un'altra di serie B per individui "naturalmente" meno dotati e quindi da avviare precocemente al lavoro;

E' inoltre inammissibile che il decreto  cancelli l'esperienza dell'istruzione professionale, e la consegni al mercato equiparandola a ciò che è attualmente rappresentato dalla formazione professionale, cioè da percorsi gestiti da privati, prevalentemente addestrativi al lavoro e privi dei necessari ambiti generali utili alla formazione critica del cittadino; la possibilità stessa che, nel futuro canale dell'istruzione e formazione professionale, possano insegnare soggetti privi di abilitazione specifica conferma questa deriva;

Nel decreto vengono introdotti il tutor, il portfolio, l'insegnamento personalizzato e la valutazione del comportamento, tutti elementi già ampiamente contestati dalla grande maggioranza delle scuole elementari e medie italiane e che hanno portato alla situazione di stallo attualmente esistente in questo tipo di scuole. Si poteva evitare di ripetere l'errore, ma evidentemente di errore non si tratta, bensì di imperterrita volontà di procedere nell'eliminazione di tutti i processi collegiali e paritetici a favore della gerarchizzazione e dell'individualismo. Il portfolio, che probabilmente verrà associato al libretto di lavoro (vedi accordi con Confindustria), può configurarsi come una vera e propria schedatura preventiva.

Il metodo con cui viene gestita dal MIUR questa breve (dovrebbe chiudersi a febbraio con la presentazione del decreto al Consiglio dei Ministri) fase di consultazione, apertasi il 13 gennaio con la pubblicazione via internet dei piani orari dei vari licei è addirittura barbaro.

Già prima del 13 esisteva una "bozza" di decreto senza intestazione e data messa in giro dal MIUR per tastare il terreno di cui poi la Moratti ha disconosciuto la maternità, dopo il 13 sono apparsi i piani orari dove il latino, che era stato introdotto insieme alla filosofia ed alla seconda lingua nei licei tecnologici, è scomparso. In questo momento su alcuni siti sindacali stanno comparendo, con tanto di intestazione del MIUR, altri piani orari per i licei tecnologici dove anche la filosofia viene eliminata. Sul sito del MIUR permangono invece i piani con la filosofia. Viene il sospetto che se aspettiamo ancora, a suon di eliminare e di raschiare il fondo del barile, rimarrà ben poco: che tipo di scuola è quella proposta dove non c'è il latino e la filosofia (quindi non è un liceo) e dove ci sono pochissimi laboratori (quindi non è un istituto tecnico)? Forse un nuovo tipo di scuola, la scuola del nulla! E questa dovrebbe sotterrare quel valido intreccio di sapere e saper fare che costituiscono gli attuali istituti tecnici? No, non ci stiamo.

INVITIAMO PERTANTO TUTTI I COLLEGHI D'ITALIA A MOBILITARSI

PER SALVARE GLI ISTITUTI TECNICI E GLI ISTITUTI PROFESSIONALI

CHIEDIAMO:

  1. L'azzeramento di tutto l'attuale percorso legislativo (abrogazione della legge 53) e l'inizio di una consultazione ampia e duratura sulla riforma della scuola con i diretti interessati: docenti, personale ATA, allievi, genitori, cittadini;
  2. L'eliminazione della divisione classista tra Licei statali e formazione Professionale Regionale: Stato e Regioni collaborino insieme al sostenimento dell'istruzione pubblica dove tutto il personale deve continuare a dipendere dallo Stato e dove gli istituti tecnici e professionali vedano valorizzato il loro ruolo;
  3. Il potenziamento della collegialità del lavoro e delle decisioni e quindi l'eliminazione della figura del tutor che gerarchizza la categoria accentrando su di sé le funzioni proprie di ogni docente e del consiglio di classe;
  4. Mantenimento in prima battuta dell'attuale assetto delle materie di studio e dei laboratori in vista un loro eventuale potenziamento e non della loro demolizione;
  5. Mantenimento del valore legale del titolo di studio e quindi della validità del diploma per l'iscrizione all'Albo professionale.
  6. Elevazione dell'obbligo scolastico a 18 anni;
  7. Primo biennio unitario per tutti gli allievi dell'istruzione superiore.