I cattivi consigli di Bill Gates

Bill Gates vende cattivi consigli alla scuola pubblica

 

Tutti sanno che la scuola americana è in difficoltà ma, sostiene Diane Ravitch, i rimedi proposti dal milionario” salvatore” peggioreranno solo le cose.

Lo scorso fine settimana il “Times” ha pubblicato un rapporto sui positivi sforzi di Gates di influenzare la politica scolastica degli Usa.

Come scrivo nel mio recente libro: “Death and Life of the Great American School System”, Gates appartiene ad un ristretto gruppo di milionari che stanno promuovendo la privatizzazione, la de- professionalizzazione delle scuole americane. Ho chiamato questo gruppo “il club dei giovani milionari”, includendo Gates, la fondazione Broad e quella Walton.

L’articolo del “Times” documenta come Gates sia creditore nei confronti di riviste scolastiche, programmi televisivi, accademici, distretti scolastici e di chiunque si occupi di istruzione.

Bill Gates ha influenzato in modo significativo la politica del ministero dell’istruzione in America e specialmente il suo progetto “Race to the top” (punta in alto) che incoraggia le scuole private e sostiene l’uso dei test come strumento di valutazione della didattica.

Gates ha dato cattivi consigli. Dieci anni fa decise che il problema delle scuole superiori fosse il loro dimensionamento e spese 2 miliardi di dollari per ridimensionare gli istituti.

Disse ai governanti che la scuola superiore americana era “obsoleta”. Per accaparrarsi i contributi del milionario, i distretti ridussero e frazionarono le scuole, più di 2.000 furono rimpicciolite e divise. Poi i ricercatori di Gates constatarono come i risultati migliori dei test studenteschi fossero conseguiti negli istituti più grandi. Così, alla fine del 2008, Gates fece inversione di rotta.

L’effetto principale della politica di Gates fu quello di demoralizzare milioni di insegnanti americani che persero la loro considerazione sociale per essere additati come nemici pubblici.

Ora Bill Gates sostiene che in America ci siano troppi cattivi insegnanti e sta investendo soldi alla caccia del “cattivo maestro”. Secondo l’articolo egli si è comprato l’appoggio di molte organizzazioni, conservatrici o liberali, ed ha pure finanziato alcuni sindacati del settore.

Il governo federale sostiene l’idea di Gates secondo la quale il sistema di valutazione degli insegnanti è legato ai risultati dei test degli studenti.

Gates sembra ignorare il fatto che, per identificare buoni e cattivi docenti, sia inutile la somministrazione di test e questo lo dicono i maggiori esperti americani del settore.

Il punteggio del test di uno studente dipende dallo studente stesso, dai suoi sforzi, dalla frequenza scolastica, dall’ambiente familiare e dallo stato socioeconomico di provenienza.

I punteggi dei test di una classe variano con il variare dei suoi elementi, indipendentemente dalla qualità del docente (che è sempre lo stesso).

L’insegnante di alunni brillanti può rilevare miglioramenti pressoché nulli mentre un docente di alunni in difficoltà può essere stimolato dall’interazione con essi, anche se i punteggi dei loro test restano bassi.

Un professore che insegna in un quartiere degradato sarà danneggiato dagli scarsi risultati dei suoi studenti e dalla loro alta evasione scolastica e magari finirà licenziato (aldilà del suo valore).

L’America subisce una malsana combinazione di due elementi: da una parte la politica del “No child left behind” ( Portiamo avanti tutti) basata unicamente sui quiz, e dall’altra  il credo di Gates che lega la valutazione dei docenti ai risultati dei test dei loro allievi.

Nei prossimi anni gli studenti americani affronteranno svariati tipi di test e l’industria dei test si consoliderà mentre la qualità della didattica  ne soffrirà.

Per salvare la pelle i professori modelleranno la didattica sui test e per essi le scuole rinunceranno alle attività artistiche, diminuendo le ore di storia, geografia, scienze e lingue .

I risultati dei test determineranno le vite e  le carriere di docenti e presidi e anche dei loro istituti.

La cosa allarmante è che la volontà di Bill Gates si sta imponendo sul sistema scolastico e sembra sovvertire un sistema democratico. Perché dobbiamo decidere di subordinare il nostro sistema di istruzione pubblica ad un bene intenzionato, ma malinformato, milionario?

(Articolo del 23 maggio 2011 scritto da Diane Ravitch e tradotto in Italiano da Simonetta Frau Insegnante di scuola primaria e appresentante sindacale Unicobas di Roma)