Direttiva del 25 luglio 2006 prot. n. 5960/FR

Direttiva generale sull'azione amministrativa e sulla gestione per l'anno 2006

IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE


Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni e integrazioni, in particolare, gli artt. 4 e 14, che fanno obbligo all'organo d'indirizzo politico di adottare annualmente, con apposita direttiva, le linee generali che individuano obiettivi, priorità, piani e programmi;
Visto il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni e integrazioni, contenente il T.U. delle disposizioni legislative vigenti in materia d'istruzione;
Vista la legge 3 aprile 1997, n. 94 e successive modificazioni e integrazioni, recante norme di contabilità generale dello Stato in materia di bilancio;
Visto il decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, concernente l'individuazione delle unità previsionali di base del bilancio dello Stato;
Vista la legge 10 marzo 2000, n. 62, recante norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all'istruzione;
Visto il D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, contenente il regolamento in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, contenente disposizioni sul riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell'attività svolta dalle Amministrazioni Pubbliche;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni e integrazioni, relativo al riordino delle Amministrazioni dello Stato, a norma dell'art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Visto la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2002 recante indirizzi per la programmazione strategica e per la predisposizione delle direttive generali dei Ministri sull'attività amministrativa e sulla gestione;
Tenuto conto dell'avvenuto mutamento del vertice politico dell'Amministrazione dell'Istruzione e della separazione del Ministero dell'Istruzione da quello dell'Università e della Ricerca, in attuazione del decreto legge18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, nella legge 17 luglio 2006, n. 233;
Visto il succitato decreto legge181/2006 e la relativa legge di conversione, che nell'istituire il Ministero della Pubblica Istruzione, al comma 7 dell'art. 1, trasferisce al Ministero della Pubblica Istruzione le funzioni già di competenza del soppresso Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, come definite dall'art. 50 - comma 1 - lettera a) - del D.L.vo 30 luglio 1999, n. 300;
Visto il comma 23 dell'art. 1 del medesimo decreto legge, che rimette la definizione dell'assetto organizzativo del Ministero della Pubblica Istruzione ad apposito regolamento da adottare ai sensi dell'art. 4 del D.L.vo 30 luglio 1999, n. 300;
Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 giugno 2006, pubblicata nella G.U. n. 137 del 15 giugno 2006;
Visto il D.P.C.M. 14 giugno 2006, con il quale si è proceduto alla ricognizione delle strutture amministrative e delle risorse strumentali e di personale trasferite al Ministero della Pubblica Istruzione;
Visto il decreto ministeriale n. 1 del 2 gennaio 2006, concernente l'assegnazione per l'anno finanziario 2006, ai Centri di responsabilità amministrativa del Ministero della Pubblica Istruzione, delle risorse finanziarie iscritte nelle unità previsionali di base;
Tenuto conto della necessità di riconsiderare e adeguare i contenuti della direttiva generale per l'azione amministrativa e la gestione n. 687/MR del 30 gennaio 2006, sulla base del nuovo quadro politico e istituzionale, al fine di definire, ai sensi degli artt. 4 e 14 del decreto legislativo n. 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, attraverso apposita direttiva, le missioni e gli obiettivi dell'Amministrazione dell'Istruzione per la restante parte dell'anno 2006 e, in particolare, per l'avvio dell'anno scolastico 2006/2007;
Ritenuto, altresì che, per i motivi di cui sopra, nell'attuale fase di transizione, occorre far riferimento all'attuale assetto dell'Amministrazione scolastica;
Visto il decreto ministeriale n. 4018/FR del 31 maggio 2006, di sospensione dell'attuazione del progetto nazionale, promosso con D.M. n. 775 del 31 gennaio 2006, concernente l'innovazione degli ordinamenti liceali e dei relativi percorsi di studio;
Visto il decreto ministeriale n. 46 del 13 giugno 2006, con il quale è stata disposta la sospensione degli effetti del D.M. 28 dicembre 2005, concernente le tabelle di confluenza dei percorsi del previgente ordinamento in quelli delle tipologie liceali previste dal D.L.vo 17 ottobre 2005, n. 226 e la corrispondenza dei relativi titoli di studio;
Visto il decreto ministeriale n. 47 del 13 giugno 2006, con il quale è stato previsto che le scuole possano, nella loro autonomia, disciplinare fino al 20% i curricoli scolastici dell'ordinamento vigente;
Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 giugno 2006, recante "Definizione dei criteri di carattere generale per il coordinamento dell'azione amministrativa del Governo, intesi all'efficace controllo e monitoraggio degli andamenti di finanza pubblica per l'anno 2006;
Vista la legge 12 luglio 2006 n. 228, di conversione, con modificazioni, del D.L.12 maggio 2006, n. 173, recante proroga dei termini per l'emanazione di atti di natura regolamentare. Ulteriori proroghe per l'esercizio di deleghe legislative e in materia di istruzione e in particolare i commi 5, 6,7 e 8 dell'art. 1;
Visto il decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, concernente il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale;
Ritenuto che, nelle more dell'emanazione del regolamento di cui al già citato comma 23 dell'art. 1, decreto legge 18 maggio 2006, n. 181, la presente direttiva debba essere aggiornata sulla base delle modifiche introdotte in seguito alla definizione degli assetti istituzionali e organizzativi conseguenti all'emanazione del regolamento stesso;
Viste le proposte formulate dai Dipartimenti e dalle Direzioni Generali in cui si articola il Ministero della Pubblica Istruzione;

EMANA


la seguente direttiva generale per l'attività e la gestione per l'anno 2006 che modifica e integra quella n. 687/MR del 30 gennaio 2006.

DESTINATARI
Nelle more dell'emanazione del regolamento di cui al comma 23 dell'art. 1 del decreto legge18 maggio 2006, n. 181 convertito, con modificazioni, nella legge 17 luglio 2006, n. 233, che definirà l'assetto organizzativo del Ministero della Pubblica Istruzione nelle sue strutture centrali e periferiche, i destinatari della presente direttiva sono i due capi Dipartimento, i dieci Direttori generali centrali e i diciotto Direttori generali regionali in cui attualmente si articola il Ministero della Pubblica Istruzione nelle sue strutture centrali e periferiche.
A conclusione dell'iter di perfezionamento della presente direttiva, con la registrazione da parte della Corte dei Conti, i capi Dipartimento procederanno all'emanazione di coerenti linee di indirizzo operativo per le materie di rispettiva competenza delle Direzioni generali. Esse dovranno essere improntate alla massima sintonia con gli indirizzi, le missioni e gli obiettivi della presente direttiva, ferma restando la distinzione tra responsabilità di indirizzo politico e responsabilità connesse alla gestione amministrativa.
L'assegnazione degli obiettivi ai dirigenti generali e di secondo livello deve essere finalizzata a garantire, anche e soprattutto nell'attuale delicata fase di transizione e di riordino dell'Amministrazione, la continuità, con i dovuti adattamenti, dell'azione amministrativa e la piena operatività dei centri di responsabilità, in un'ottica di rinnovata efficacia ed efficienza, anche ai fini della valutazione dei risultati.
I due Dipartimenti e le rispettive Direzioni generali centrali, ferme restando le missioni e gli obiettivi di competenza, nell'esercizio delle loro funzioni strumentali di interesse comune, opereranno in stretto raccordo, affinché vengano assicurati il continuo flusso delle reciproche informazioni, un effettivo coordinamento delle aree di intervento, dei compiti comuni e le opportune collaborazioni in funzione delle comuni finalità.
Gli Uffici scolastici regionali, fermi restando le attribuzioni e gli obiettivi di competenza, continueranno a svolgere gli adempimenti di carattere organizzativo, amministrativo e operativo attribuitigli dalla vigente normativa regolamentare e quelli di cui alla presente direttiva, anche in coerenza con gli indirizzi operativi predeterminati dal Dipartimento per l'Istruzione e dal Dipartimento per la Programmazione Ministeriale, per la Gestione del Bilancio e per le Risorse Umane e dell'Informazione. Assicureranno, inoltre, un'assidua presenza ed operatività sul territorio e la messa a dimora delle risorse finanziarie, al fine di realizzare la massima efficacia, efficienza ed economicità nel raggiungimento degli obiettivi.
La presente direttiva generale per l'attività e la gestione per l'anno 2006 viene articolata per ragioni di assetto logico e sistematico e per comodità di riferimenti e di consultazione in tre sezioni, la prima relativa all'istruzione, la seconda alla programmazione, alla gestione del bilancio, alle risorse umane, all'informazione, alle tecnologie e la terza ai controlli e al monitoraggio e ciò pur nel rispetto del disegno unitario al quale debbono uniformarsi le missioni e gli obiettivi dell'Amministrazione complessivamente intesa.
Le missioni e gli obiettivi delineati dalla presente direttiva, con il supporto tecnico-metodologico del Servizio di controllo interno, sono quelli desumibili, oltre che dalle norme generali dell'ordinamento e dalla legislazione di settore:

dal Programma politico del Ministro illustrato in Parlamento il 29 giugno 2006, in sede di audizione;
dal Documento di Lisbona, approvato dal Consiglio dei Ministri dell'U.E. nel maggio 2003;
dal Documento di programmazione economico-finanziaria e dagli altri documenti programmatici;
dalle leggi finanziarie e di bilancio;
dalle iniziative legislative in itinere.

In tale quadro di riferimento dovrà essere assicurato l'indispensabile raccordo tra il processo di programmazione strategica e gli atti di programmazione finanziaria.

PROSPETTIVE DI SCENARIO DELL'AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA
I princìpi e i valori cui deve ispirarsi l'Amministrazione scolastica vanno individuati innanzitutto nella centralità e nel rispetto verso la persona, nella solidarietà ed equità sociale, nell'affermazione dei diritti di cittadinanza, nella massima inclusione, nel culto della democrazia e nello spirito di servizio. In tale quadro di riferimento la scuola va considerata un patrimonio di tutto il Paese, in quanto costituisce luogo privilegiato di crescita umana, sociale e culturale delle nuove generazioni e fattore di sviluppo complessivo e di benessere della collettività.
Ciò premesso, si indicano, prima degli obiettivi, le prospettive di scenario alla cui realizzazione deve tendere l'azione dell'Amministrazione scolastica.

Affermare e sostenere la funzione pubblica della scuola, indipendentemente dal soggetto che gestisce l'offerta formativa, in quanto luogo dove si gettano le fondamenta dell'etica pubblica, rispettosa delle scelte e degli orientamenti e delle convinzioni di ciascuno, a garanzia della democrazia.
Assicurare il carattere unitario del sistema nazionale pubblico di istruzione, sia pure nel rispetto delle attribuzioni e della pari dignità di ciascun soggetto e livello istituzionale coinvolto, stabilendo con chiarezza, in un quadro di sussidiarietà e cooperazione alla luce della Costituzione vigente, i rapporti tra lo Stato, le regioni e gli enti locali, e le scuole autonome. L'obiettivo è di procedere ad intese per la qualificazione di un sistema educativo unitario, di validità nazionale, senza rischi di segmentazione territoriale che produrrebbe insostenibili diseguaglianze dei giovani e delle famiglie nell'accesso all'istruzione e nella qualità dei suoi processi e dei suoi risultati.
Dar vita ad una scuola che coniughi equità ed eccellenza, capace di garantire le pari opportunità di tutti nell'accesso all'istruzione e nella possibilità di successo formativo, l'eccellenza dei risultati e la valorizzazione dei meriti individuali e che quindi metta al centro l'alunno, non quale passivo destinatario dell'offerta formativa ma come soggetto attivo e protagonista delle sue scelte e della sua crescita culturale, educativa e formativa. Una scuola che non lasci indietro nessuno e che sia il perno del sistema formativo, per combattere la dispersione scolastica, la deprivazione culturale e le diverse tipologie di carenze di alfabeti di base e funzionali, le discriminazioni e i pregiudizi, valorizzando le differenze al fine di realizzare una scuola che sia anche luogo di integrazione, patto di responsabilità individuale e collettiva, progetto condiviso.
Contribuire alla costruzione di una società plurale e coesa in cui la scuola faccia da ponte tra le varie culture e gli stranieri siano considerati cittadini con pienezza di diritti e doveri.
Valorizzare il ruolo e la professionalità degli insegnanti, quali titolari di una missione delicata e complessa, rendendoli protagonisti attivi e partecipi di un progetto condiviso e migliorandone la condizione retributiva e i percorsi di carriera anche per favorire l'ingresso dei migliori talenti, di modo che la scuola possa beneficiare del loro impegno e della loro qualità professionale.
Creare le condizioni e predisporre gli interventi per innalzare di due anni l'obbligo di istruzione, come condizione di consolidamento ed arricchimento delle competenze di base, di contenimento della dispersione e degli abbandoni precoci, di orientamento più consapevole dei giovani e delle loro famiglie rispetto alle scelte successive. Coerente a questa misura è l'innalzamento al 16 esimo anno dell'età minima per l'ingresso al lavoro.
Rivalutare, ai fini del rafforzamento del valore dei titoli di studio e del loro pieno riconoscimento da parte delle università e del mondo del lavoro, il valore formativo delle prove finali dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore, l'importanza dell'impegno nello studio e il significato del merito individuale, rivedendo le modalità di composizione delle commissioni di esame, al fine di evitare la perfetta coincidenza tra chi ha erogato la formazione e chi ne viene chiamato a giudicare i risultati finali.
Modificare le condizioni culturali ma anche materiali per favorire la piena attuazione dell'autonomia delle scuole valorizzando i princìpi ispiratori delineati nella legge n. 59/1997 ed operando affinché vengano scongiurati fenomeni degenerativi quali il localismo e l'autoreferenzialità.
Riaffermare il ruolo delle famiglie, non controparte o indirette destinatarie del servizio scolastico, ma soggetti ed interlocutori importanti con cui stringere un patto formativo.
Sviluppare la dimensione europea della scuola italiana, formando le nuove generazioni alla cittadinanza europea.
Realizzare, d'intesa con gli altri soggetti pubblici coinvolti, un piano pluriennale di incremento del patrimonio edilizio scolastico e di messa a norma degli edifici scolastici.

A) OBIETTIVI PRIORITARI DELL'AREA DELL'ISTRUZIONE

A.1) Garantire il regolare e puntuale inizio dell'anno scolastico: attraverso il tempestivo adeguamento dell'organico di diritto alle situazioni di fatto, la costituzione e la rilevazione dei posti e delle cattedre, l'assegnazione del personale, le nomine in ruolo e il conferimento delle supplenze nel rispetto dei termini previsti dalla legge n. 333/2001. Al fine di consentire le condizioni di funzionalità ed efficacia dell'attività degli istituti scolastici con l'assegnazione dei docenti alle classi fin dal 1° settembre saranno apportati gli opportuni adattamenti agli assetti che dovessero risultare non coerenti con le presenti linee di indirizzo e di governo del sistema scolastico;
A.2) adottare le soluzioni per procedere alla graduale riduzione del precariato nell'ottica della sua eliminazione, dando attuazione al D.M. n. 50 del 30 giugno 2006, applicativo della legge n. 143 del 2004, agendo sulla definizione della consistenza dell'organico attraverso interventi che diano stabilità ed efficacia all'offerta formativa e predisponendo un piano pluriennale che preveda la copertura dei posti vacanti e disponibili e l'attivazione di procedure concorsuali in grado di assorbire il turn-over;
A.3) avviare dal prossimo mese di settembre una campagna di interlocuzione e di ascolto delle scuole sui temi di più significativo rilievo, in particolare, su quelli relativi alla riforma degli ordinamenti nel secondo ciclo, coinvolgendo nell'esame e nell'approfondimento dirigenti scolastici, studenti, famiglie, associazioni professionali, istituzioni culturali, soggetti ed organi a vario titolo competenti e coinvolti;
A.4) porre in essere gli interventi volti ad assicurare la graduale generalizzazione della scuola dell'infanzia per corrispondere alle diffuse richieste delle famiglie, riducendo o eliminando il fenomeno delle liste di attesa e potenziando, con i Ministeri e con le Amministrazioni locali competenti, le risorse professionali e strutturali esistenti;
A.5) assicurare la realizzazione e lo sviluppo del tempo pieno e del tempo prolungato, quali modelli didattici, pedagogici e organizzativi che tenendo conto dei bisogni educativi degli allievi e delle esigenze delle famiglie rispondano ad una importante finalità sociale. In quest'ottica occorrerà valorizzare e potenziare in tutto il primo ciclo e come parte integrante del curricolo, lo svolgimento di attività laboratoriali, ludico-espressive, artistiche e motorie finalizzate allo sviluppo di competenze ed abilità tecnico-operative e di una formazione culturale ricca ed equilibrata;
A.6) proseguire, incentivare e monitorare la sperimentazione dei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui all'Accordo-Quadro realizzato in sede di Conferenza unificata del 19 giugno 2003, favorendo lo sviluppo di reti di servizio sul territorio, a partire dal biennio dell'istruzione secondaria superiore, in un'ottica di proficua interazione ed integrazione tra istruzione tecnica, istruzione professionale, formazione professionale;
A.7) dare avvio ad iniziative ed interventi per valorizzare e modernizzare l'impianto culturale e didattico degli istituti tecnici e professionali, rivalutandone i percorsi formativi di grande importanza per il Paese e per i giovani, che garantiscono sia l'accesso all'università sia quello nel mercato del lavoro. In tale ottica occorrerà ripristinare e rafforzare il valore professionalizzante dei percorsi, gli spazi di apprendimento laboratoriale e i contesti operativi, assicurando la possibilità per gli allievi di conseguire qualifiche e diplomi professionalizzanti di livello e fisionomia diversi. Il settore tecnico-professionale dovrà inoltre essere sviluppato anche su livelli post-secondari e di alta specializzazione, anche di tipo non accademico.
A.8) attivare le iniziative e gli interventi volti a riqualificare e modernizzazione gli indirizzi di carattere umanistico e artistico, attraverso la valorizzazione di tutti gli aspetti nei quali si manifesta la creatività del nostro Paese: design, moda, restauro, cinema, editoria, media, dell'artigianato artistico, concorrono, infatti, accanto al patrimonio ingente di beni culturali, a delineare il profilo composito dell'estro inventivo e artistico del nostro Paese, Paese che del made in Italy ha fatto la cifra di uno stile apprezzato in tutto il mondo e risorsa di grande rilevanza economica. Nel contesto di tali interventi andrà potenziata l'educazione musicale e artistica nel ciclo di base e nel secondo ciclo, sia all'interno dei curricoli di ciascun indirizzo che attraverso l'istituzione di percorsi specialistici finalizzati al conseguimento di qualifiche professionali e di diplomi. I poli di istruzione e formazione tecnica superiore, oggi collegati alla ricerca, devono essere strutturati anche tenendo conto di queste esigenze;
A.9) dare attuazione, con le flessibilità e gli adeguamenti necessari, all'alternanza scuola-lavoro, creando le condizioni perché le istituzioni scolastiche possano stipulare apposite convenzioni con le imprese e con le associazioni rappresentative di specifici ambiti professionali, culturali e sociali nonché progettare e attuare percorsi formativi in alternanza, riservati agli studenti di ogni ordine di istruzione compresi nella fascia di età 15-18 anni. Dovrà in sostanza essere potenziato il rapporto tra sistema scolastico e mondo della produzione e del lavoro sulla base di convenzioni con imprese e soggetti pubblici e privati;
A.10) sostenere, soprattutto nel Mezzogiorno d'Italia, azioni e misure rivolte ai giovani e alla popolazione adulta, per assicurare competenze, di base e di livello tecnico-professionale, solide e coerenti con gli standard e i livelli definiti in sede comunitaria, nell'ottica della formazione continua. Azioni e misure che dovranno caratterizzarsi per maggiore incisività nell'ambito di un coordinamento multiregionale che ricomprenda le esigenze locali in un quadro strategico complessivo che permetta lo scambio delle migliori pratiche;
A.11) predisporre interventi finalizzati al potenziamento e all'ampliamento delle iniziative di educazione degli adulti, per favorire l'inclusione sociale, la riconversione e il reinserimento di particolari categorie di persone; ciò in raccordo con i sistemi della formazione professionale, del volontariato e del privato sociale, attraverso la definizione di percorsi e modelli formativi idonei, l'individuazione di adeguate soluzioni di carattere strutturale, organizzativo e operativo e la realizzazione di percorsi rispondenti alle rilevate esigenze. Si renderà così possibile fare dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita un volano importante per l'acquisizione di competenze aggiornate, per lo sviluppo e la valorizzazione del capitale umano, per la promozione della cittadinanza attiva;
A.12) rafforzare l'istruzione e la formazione tecnica superiore (Ifts), al fine di realizzare gradualmente un sistema strutturato e organico, introducendo e sviluppando modelli e poli formativi stabili e visibili con elevato tasso di alta specializzazione;
A.13) definire, in tutto il sistema educativo e d'intesa, ove occorre, con le regioni gli obiettivi formativi, i livelli essenziali delle prestazioni, gli standard di riferimento e avviare l'individuazione di criteri di valutazione del sistema istruzione e delle singole istituzioni scolastiche, al fine di realizzare in trasparenza la comparabilità dei percorsi e dei risultati, di orientare l'azione didattica, superare le criticità e individuare possibili miglioramenti e soluzioni adeguate;
A.14) intensificare ed estendere le iniziative di qualificazione e di formazione del personale della scuola, soprattutto nel campo metodologico-didattico, all'ampliamento delle competenze linguistiche e scientifiche, all'utilizzazione delle tecnologie didattiche, ai profili relazionali e comunicativi. Tra i numerosi progetti di formazione avviati bisognerà riservare particolare cura a quelli volti ad individuare e sperimentare modalità didattiche più funzionali al miglioramento degli apprendimenti di base da parte degli alunni, al fine di ovviare alla critica situazione evidenziata dall'indagine Ocse-Pisa;
A.15) proseguire nell'azione di consolidamento e di potenziamento dell'autonomia scolastica:

sviluppando il sistema di consulenza e supporto alle istituzioni scolastiche per diffondere la cultura dell'autonomia;
incoraggiando e sostenendo la promozione di reti di scuole per scambi di servizi e per l'ampliamento dell'offerta formativa;
incentivando ulteriormente il confronto e l'interazione tra scuola, società, territorio e mondo del lavoro;
dando applicazione ai protocolli di intesa già sottoscritti e stipulandone di nuovi con enti, organismi e associazioni al fine di creare le condizioni per una formazione integrata, che risponda alle esigenze e alle vocazioni specifiche dei diversi territori di riferimento, ma non autoreferente né appiattita nella dimensione del localismo e improntata a logiche di diversificazione coerenti con i contesti di riferimento e con le propensioni e le vocazioni degli allievi;

A.16) rafforzare e valorizzare la contitolarità e la corresponsabilità educativa dei docenti, favorendo la definizione e l'istituzione da parte dei collegi dei docenti, di propri modelli didattici, pedagogici e organizzativi e di percorsi educativi e formativi coerenti con i diversi contesti e con le varie realtà locali;
A.17) favorire autonome scelte da parte delle scuole nell'adozione degli strumenti di valutazione individuale dell'alunno, che dovranno rispondere a criteri di flessibilità e progressività; in tale contesto andrà garantita la tutela della privacy degli alunni, dando applicazione, in attesa della pronuncia del Garante per la privacy, a quanto disposto con la nota ministeriale prot. n. 5596 del 12 giugno 2006, con particolare riferimento alla gestione dei dati sensibili degli alunni e all'inserimento, nel Portfolio delle competenze individuali, della valutazione relativa alla religione cattolica;
A.18) valorizzare la componente familiare nel progetto educativo, anche grazie all'associazionismo dei genitori, sensibilizzandoli a partecipare attivamente alle iniziative promosse dalle istituzioni scolastiche in un'ottica di reale partenariato educativo, fondato sulla condivisione dei valori e su una fattiva collaborazione delle parti, nel rispetto delle competenze;
A.19) contrastare e prevenire il fenomeno dell'abbandono scolastico, con il coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali interessati, gli enti locali, l'associazionismo e il volontariato, specie nelle aree a forte rischio di marginalità sociale e culturale, intervenendo soprattutto in funzione preventiva e ponendo in essere azioni formative capaci di motivare e rimotivare, compensare i deficit accumulati, assecondare e valorizzare le propensioni, gli interessi, gli stili di apprendimento, le intelligenze e i talenti, per rientrare gradualmente nei parametri europei e raggiungere, nel 2010, l'obiettivo del 10% posto dal processo di Lisbona. Il raggiungimento di tale obiettivo sarà perseguito:

elevando l'obbligo scolastico fino a 16 anni, con la costituzione di un biennio obbligatorio e flessibile, atto a consolidare ed arricchire le competenze di base, a consentire un orientamento più consapevole rispetto alle scelte future, a contrastare con successo il rischio di dispersione e di abbandono precoce;
prevedendo e realizzando percorsi misti tra formazione e lavoro in grado di assicurare il conseguimento di qualifiche professionali e di crediti formativi;
costituendo anagrafi informatizzate a livello centrale, regionale e provinciale dei soggetti in obbligo scolastico, attivando servizi di orientamento rivolti alle famiglie e ai ragazzi;

A.20) rafforzare e diffondere le iniziative di orientamento in un'accezione ampia e globale, quale indispensabile supporto per la maturazione integrale dei giovani, e progetto complessivo volto ad individuare, stimolare e indirizzare le attitudini di ciascuno;
A.21) promuovere la centralità e il protagonismo dei giovani, anche attraverso occasioni di incontro, aggregazione, partecipazione, socializzazione, che contribuiscano a favorire la formazione, a integrare lo sviluppo della personalità, a soddisfare il bisogno di comunicare e di instaurare relazioni significative, a costruire il senso di appartenenza e l'identità sociale di ciascuno, quali premesse per l'assunzione di responsabilità nei confronti della collettività;
A.22) incentivare nei giovani la pratica della cittadinanza attiva, attraverso il loro fattivo impegno nel campo della solidarietà della cooperazione e del volontariato, quali risorse atte a favorire il rispetto degli altri, l'autostima, l'assunzione di responsabilità con se stessi e nei confronti degli altri, la formazione di personalità autonome e forti, dotate di senso critico, di capacità progettuale, aperte alla conoscenza, disponibili ad affrontare la realtà, in grado di vivere e sostenere i valori della democrazia, trasferendone i princìpi nella pratica quotidiana;
A.23) diffondere la pratica delle attività motorie e sportive, nella consapevolezza del valore educativo e formativo delle stesse quale opportunità di crescita umana dei giovani, di educazione al rispetto delle regole, di valorizzazione della coesione di gruppo, di prevenzione e contrasto dei fenomeni e delle patologie tipici dell'età giovanile;
A.24) creare le condizioni per tenere aperte le scuole anche di pomeriggio, coinvolgendo in tale progetto le famiglie e i diversi soggetti e organismi del territorio (enti locali, imprese, espressioni associative rappresentative di interessi diffusi), per offrire ai giovani e alle famiglie spazi di incontro e cooperazione e per far nascere il senso di appartenenza alla propria istituzione scolastica;
A.25) individuare ed adottare le misure finalizzate ad una sempre più adeguata e proficua integrazione degli studenti stranieri, promuovendone la formazione, la crescita umana, civile e culturale, l'educazione alla cittadinanza attiva e alla legalità e l'acquisizione dei requisiti per divenire cittadini a pieno titolo. E ciò attraverso la sistematizzazione, il coordinamento, la razionalizzazione degli interventi e stimolando la realizzazione, da parte delle scuole, di specifici progetti e programmi di lavoro d'intesa con le agenzie educative del territorio, gli enti locali e il mondo del volontariato. Le iniziative suddette dovranno concorrere a potenziare l'apprendimento della lingua italiana non solo degli alunni ma anche dei loro familiari, favorendo la conoscenza e lo scambio interculturale;
A.26) assumere iniziative volte a dare reale sostegno agli alunni diversamente abili:

favorendo l'effettiva collaborazione tra scuole e aziende sanitarie;
rivedendo il criterio di assegnazione degli insegnanti di sostegno, in modo da assicurare non solo docenti numericamente corrispondenti alle reali necessità, ma anche professionalmente preparati;
favorendo il superamento delle difformità nell'integrazione scolastica tra scuola di base e scuola secondaria superiore;
operando affinché dalle esperienze maturate in oltre un trentennio vengano tratte indicazioni utili a potenziare l'efficacia delle azioni volte all'integrazione degli alunni in difficoltà;

A.27) garantire un adeguato supporto didattico agli alunni ricoverati in strutture sanitarie, degenti a domicilio o internati in strutture di recupero, intervenendo con iniziative e misure che permettano loro di non interrompere il proprio corso di studi e di reinserirsi nelle classi di appartenenza;
A.28) concludere le operazioni relative al corso-concorso per l'immissione in ruolo di nuovi 1.500 capi di istituto con l'obiettivo di dare continuità e stabilità alla conduzione delle istituzioni scolastiche;
A.29) predisporre gli atti preparatori all'emanazione del bando di un nuovo concorso per oltre 1.200 posti di capo di istituto, riservato a coloro che abbiano maturato un anno di incarico di presidenza;
A.30) procedere all'assunzione in ruolo del terzo contingente di 3.060 insegnanti di religione cattolica, si da pervenire ad una definitiva stabilizzazione di tale categoria di docenti;
A.31) dare compiuta applicazione al Contratto Collettivo Nazionale del personale della Scuola, relativamente al biennio economico 2004/2005, per quanto di competenza dell'Amministrazione scolastica centrale e periferica e delle singole istituzioni scolastiche nonché procedere alla predisposizione delle linee di indirizzo propedeutiche all'avvio della nuova fase contrattuale; predisporre interventi di natura legislativa per portare a soluzione la questione del personale docente inidoneo ai compiti di istituto ma idoneo ad altri compiti;
A.32) elaborare e portare ad attuazione un piano pluriennale di incremento e di adeguamento del patrimonio edilizio scolastico, d'intesa con gli organismi interessati nonché con gli altri soggetti a vario titolo coinvolti e competenti, prestando attenzione anche alla necessità di creare strutture confortevoli, spazi attrezzati, biblioteche, laboratori, ecc.. Per quanto concerne gli edifici scolastici già utilizzati, pianificare la loro messa a norma e l'abbattimento delle barriere architettoniche, dando priorità alle realtà che presentino situazioni di insufficienza e di accentuato degrado. Stipulare protocolli d'intesa tra il Ministero, le regioni, le autonomie locali, soggetti a vario titolo competenti e interessati, al fine di rendere disponibili ulteriori risorse da impiegare per la messa a norma degli ambienti, ai sensi del D.L. n. 626 del 1994 e delle successive norme di integrazione e modifica. Predisporre gli atti per il rifinanziamento della legge n. 23 del 1996;
A.33) dare assistenza e consulenza alle istituzioni scolastiche soprattutto sul piano gestionale e amministrativo-contabile, in funzione di una effettiva attuazione dell'autonomia scolastica e piena consonanza tra i tempi di messa a disposizione delle risorse finanziarie e gli obiettivi da raggiungere;
A.34) proseguire l'attività di sostegno della scuola paritaria, concorrendo a consolidare e ampliare i relativi servizi, svolgendo attività di monitoraggio, di indirizzo, di consulenza e di vigilanza, al fine di dare puntuale applicazione alla legge n. 62/2000, sia sotto il profilo tecnico, giuridico e finanziario che del corretto funzionamento, nell'ottica del raggiungimento delle finalità educative;
A.35) sviluppare l'attività finanziaria e di bilancio relativa all'anno 2006, in sintonia con il Dipartimento per la Programmazione Ministeriale e per la Gestione Ministeriale del Bilancio, delle Risorse Umane e dell'Informazione e con la Direzione Generale per la Politica Finanziaria e per il Bilancio, avvalendosi degli elementi e dei dati forniti dalle Direzioni Generali e dagli Uffici scolastici regionali e attraverso un efficace e puntuale coordinamento delle iniziative e un costante monitoraggio degli esiti. In tale ottica andranno realizzate modalità, modelli organizzativi e procedure per migliorare il grado di conoscenza e responsabilizzazione dei livelli gestionali ed operativi, centrali e periferici e ciò sia nella fase di previsione delle risorse in relazione ai compiti cui attendere e agli obiettivi da raggiungere, che nella fase attuativa e di utilizzo delle stesse;
A.36) implementare, attraverso interventi programmati e mirati, i processi di convergenza e di adeguamento alle politiche educative e di formazione dell'U.E. per il raggiungimento degli obiettivi comuni stabiliti in sede di Consiglio europeo di Lisbona, realizzando il monitoraggio degli relativi esiti;
A.37) promuovere e sostenere la realizzazione degli obiettivi europei di coesione sociale, competitività e cooperazione attraverso l'attivazione delle procedure di accesso ai fondi strutturali, la partecipazione attiva e impegnata alla programmazione e al corretto e tempestivo utilizzo degli stessi;
A.38) potenziare e diffondere la dimensione europea dell'educazione, valorizzando la complementarietà e la coerenza degli strumenti e delle risorse transnazionali, per una efficace implementazione sul territorio nazionale delle opportunità offerte dalla cooperazione;
A.39) promuovere e qualificare la partecipazione delle scuole ai programmi di azione comunitaria Socrates e Leonardo da Vinci, nella prospettiva del nuovo programma integrato per l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita
A.40) sostenere e incrementare la partecipazione attiva e responsabile ai progetti delle Organizzazioni internazionali Ocse, Unesco, Consiglio d'Europa ad integrazione e sostegno dei processi di riforma nazionali;
A.41) incentivare le iniziative di cooperazione nell'area dei Balcani e del Mediterraneo e rafforzare i rapporti avviati con Cina, Russia e Usa.

UFFICI SCOLASTICI REGIONALI
La presente Direttiva ha come destinatari anche i responsabili degli Uffici scolastici regionali, i quali, come è noto, concorrono, in maniera organica e funzionale, all'attuazione del " disegno complessivo del sistema dell'istruzione ed al raggiungimento degli obiettivi educativi e formativi della "società della conoscenza". Ai fini suaccennati va ulteriormente sviluppata una stretta e puntuale interazione e collaborazione tra i citati Uffici scolastici e l'Amministrazione centrale, sia nella fase programmatoria e propositiva che in quella attuativa delle norme generali, delle direttive del Ministro e degli indirizzi dei capi Dipartimento. Gli Uffici scolastici regionali dovranno garantire l'ordinato e puntuale avvio dell'anno scolastico, ponendo in essere tutti gli adempimenti relativi alle numerose e complesse fasi operative con scrupolosa attenzione entro i tempi previsti dalle vigenti disposizioni. Ai fini suddetti i competenti Direttori generali regionali, collaborati dai responsabili degli Centri dei servizi amministrativi, seguiranno direttamente l'organizzazione e la conduzione dei relativi servizi, intervenendo con i supporti e le risorse che dovessero rendersi necessari. A tale fine saranno effettuate puntuali e ricorrenti ricognizioni e verifiche delle attività svolte. Gli Uffici scolastici regionali riporranno particolare cura nella definizione dei seguenti adempimenti:

consolidamento e valorizzazione dell'autonomia scolastica in un quadro di relazioni reticolare che ponga al centro del sistema dell'istruzione le istituzioni scolastiche e veda come soggetti attivi i livelli istituzionali interessati, le regioni, gli enti locali, gli organismi rappresentativi delle realtà territoriali, il mondo della produzione e del lavoro, ecc.;
attivazione di iniziative di formazione rivolte al personale della scuola sui più moderni ed attuali temi dell'innovazione, in linea con gli obiettivi, le indicazioni e gli standard europei;
attuazione delle politiche nazionali relative agli studenti;
elaborazione e inoltro alla Direzione Generale per la Politica Finanziaria e per il Bilancio e al Dipartimento per l'Istruzione di proposte relative all'assegnazione delle risorse finanziarie;
raccordi, tramite il Dipartimento per l'Istruzione, con la Direzione Generale per le Risorse Umane, con riguardo a questioni relative alla gestione del personale dell'Amministrazione;
consolidamento ed ampliamento dei rapporti con la Direzione Generale per le Relazioni Internazionali sui temi e sulle iniziative relative alla dimensione europea dell'educazione e della formazione;
previsione, allocazione e utilizzo in tempo utile delle risorse finanziarie, nel rispetto delle esigenze temporali delle istituzioni scolastiche, in una logica di sistema che coinvolga e responsabilizzi nell'ambito di un disegno unitario, gli Uffici della Direzione regionale e quelli dei Csa;
monitoraggio dei flussi di cassa delle scuole, per una puntuale ricognizione dell'andamento dei movimenti finanziari e di spesa delle scuole stesse, anche a supporto delle valutazioni di cui al punto successivo;
verifica dei livelli di efficienza gestionale delle scuole, di efficacia dell'attività formativa e di osservanza degli standard programmati, al fine di accertare se e in che misura siano stati raggiunti da parte dell'Amministrazione gli obiettivi di indirizzo e di governo strategico del sistema scolastico;
prosecuzione nella rilevazione e nell'analisi già avviate a livello regionale nel corso del 2003 - anche in relazione alle specifiche richieste della Corte dei Conti - per la valutazione della gestione economico-finanziaria delle scuole e dei livelli di realizzazione dei piani dell'offerta formativa.

In tale ottica, gli Uffici scolastici regionali proseguiranno la rilevazione e l'analisi:

delle linee caratterizzanti la gestione amministrativo-contabile delle scuole, con specifico riferimento alle modalità di allocazione delle risorse finanziarie, alle tipologie e capacità di spesa, alla verifica della correttezza e della legittimità degli adempimenti, al rispetto dei tempi;
delle tendenze emergenti dall'utilizzazione delle risorse finanziarie per la realizzazione del programma annuale in termini di articolazione, efficacia e coerenza della programmazione in funzione del Pof e del conseguente rispetto delle esigenze e dei fabbisogni formativi;
del raggiungimento degli obiettivi formativi ed educativi relativi ai livelli di realizzazione dei progetti-attività previsti dal Pof annuale nonché alla valutazione del risultato-impatto degli interventi educativi e formativi realizzati.

Ai fini dell'effettuazione delle rilevazioni e delle analisi sopra menzionate, andrà riservata particolare attenzione alle risultanze degli interventi dei collegi dei revisori dei conti.

B) OBIETTIVI PRIORITARI DELL'AREA DELLA PROGRAMMAZIONE, DEL BILANCIO, DELLE RISORSE UMANE, DELL'INNOVAZIONE TECNOLOGICA E DELLA COMUNICAZIONE

B.1) l'attività di supporto alle decisioni strategiche e di programmazione del Ministero necessita di un patrimonio informativo che consenta, in modo coordinato e tempestivo, di prospettare scenari, orientare le innovazioni di sistema, valutare il grado di fattibilità di opzioni politiche alternative. A tal fine si dovrà:

B.1.1) completare il riordino e l'integrazione dei flussi di dati interni ed esterni all'Amministrazione, eliminando incongruenze, ridondanze e le lacune più critiche;
B.1.2) implementare e perfezionare il patrimonio informativo esistente, attraverso analisi di settore validate e un costante aggiornamento dei dati disponibili;
B.1.3) rafforzare la cultura di un comune patrimonio informativo, attraverso maggiori e programmati raccordi e interazioni tra i Dipartimenti, anche al fine di migliorare la programmazione dell'intero processo di domanda, produzione e analisi dei dati, con conseguente risparmio di spesa;

B.2) supporto ai processi di valutazione del sistema scuola
Considerati gli scenari internazionali in cui si colloca la filiera dell'istruzione e della formazione e l'urgenza del Paese di disporre di una offerta formativa di qualità a fronte di una domanda crescente di istruzione e formazione, continua ad essere in primo piano la necessità di promuovere una cultura della valutazione dell'intero sistema. In tale prospettiva le competenti strutture del Ministero dovranno:

B.2.1) provvedere a monitorare il rapporto tra i costi e i risultati del sistema Istruzione nei diversi livelli organizzativi e territoriali;
B.2.2) garantire nell'ottica di un allineamento ad una dimensione europea, l'interazione con gli organismi che curano i confronti tra i diversi Paesi, per monitorare l'effettiva convergenza tra gli obiettivi fissati in sede europea e le strategie nazionali di settore e per assicurare l'adeguatezza delle metodologie adottate ai fini di una corretta comparazione tra sistemi;
B.2.3) supportare attraverso la produzione di studi, analisi statistiche, elaborazione di dispositivi di valutazione - concordati con Invalsi - la valutazione periodica dei risultati del sistema educativo e delle singole istituzioni scolastiche e favorire il coordinamento delle diverse iniziative di analisi e di monitoraggio del sistema condotte in ambiti diversi;

B.3) interventi nell'organizzazione e gestione del personale dell'Amministrazione: la separazione del Ministero dell'Istruzione da quello dell'Università e della Ricerca determina un cambiamento che deve essere portato a compimento ridisegnando la struttura istituzionale ed organizzativa dell'Amministrazione. Nelle more dell'emanazione dei necessari provvedimenti si dovrà intanto, in collegamento con il Dipartimento per l'Istruzione, provvedere a gestire la transizione:

B.3.1) assicurando la gestione delle risorse umane sotto i profili organizzativo, retributivo, culturale, valoriale e motivazionale;
B.3.2) attuare il piano di formazione già definito nel 2005 per il personale delle aree funzionali dell'Amministrazione e aggiornare la ricognizione di nuovi bisogni formativi, con definizione di un nuovo piano di formazione per promuovere una più elevata professionalità manageriale nella dirigenza;
B.3.3) dare applicazione alla direttiva n. 4072 del 12 maggio 2005 che ha definito il nuovo sistema sperimentale di valutazione della dirigenza amministrativa e tecnica;

B.4) sviluppo delle relazioni sindacali: assumere iniziative capaci di ottimizzare le relazioni sindacali attraverso la definizione di intese a carattere programmatico finalizzate al recupero motivazionale del personale, all'elevazione della qualità dei servizi e della produttività;
B.5) adeguamento luoghi di lavoro: completare le iniziative per il miglioramento della qualità degli ambienti di lavoro, per il recupero e la messa a norma dei locali e per l'ottimizzazione della distribuzione degli spazi;
B.6) interventi di programmazione finanziaria e di bilancio da realizzare con la collaborazione del Dipartimento per l'Istruzione, anche ai fini della definizione puntuale sia delle priorità sia dei livelli essenziali delle prestazioni:

B.6.1) avviare la ricognizione del bilancio del Ministero al fine di verificare eventuali sprechi di risorse; razionalizzare e riqualificare la spesa tenendo conto delle specificità del sistema educativo, quali l'integrazione dei diversamente abili, la durata complessiva dei percorsi di istruzione, la consistenza oraria dei curricoli, l'insegnamento religioso, e delle emergenze e priorità, come l'integrazione scolastica degli immigrati e lo sviluppo dei livelli di istruzione degli adulti;
B.6.2) avviare le necessarie iniziative finalizzate alla modifica della filosofia del bilancio dell'Istruzione, basandolo non più sulla spesa corrente, ma anche sugli investimenti strategici, definendo, in base a criteri oggettivi e scientifici i livelli essenziali delle prestazioni e, quindi, della spesa pro-capite;
B.6.3) operare affinché a tutti i livelli organizzativi ma in particolare presso le strutture periferiche ed enti vigilati, si disponga di meccanismi e strumenti di controllo di gestione in modo da assicurare maggiore rigore e consapevolezza nella spesa e, quindi, determinare le condizioni per assicurare una più elevata capacità di previsione e di controllo dell'Amministrazione;
B.6.4) sviluppare e ottimizzare ulteriormente adeguati meccanismi per fornire informazioni tempestive e affidabili sui flussi di spesa delle strutture decentrate, al fine di porre in essere interventi idonei ad ottimizzare l'impiego delle risorse finanziarie;
B.6.5) proseguire nelle iniziative di programmazione e di controllo dell'impiego di risorse finanziarie, con la realizzazione anche di modelli organizzativi che consentano di ottimizzare la conoscenza e la responsabilizzazione dei livelli organizzativi centrali e periferici, sui flussi di cassa e di spesa;
B.6.6) sviluppare il sistema di controllo di gestione nelle istituzioni scolastiche, tenendo conto delle sperimentazioni già effettuate per definire i modelli di controllo da rendere disponibili alle istituzioni scolastiche al fine di monitorare e valutare l'andamento gestionale del sistema scolastico in tutte le sue articolazioni;
B.6.7) costituire il nuovo Nucleo di valutazione degli investimenti (Nuv) per effettuare valutazioni, sia ex-ante che ex-post, sui programmi e i progetti di investimento del Ministero nel settore dell'Istruzione, rafforzando l'attività di analisi, valutazione e verifica delle iniziative di investimento;

B.7) Interventi nel campo della comunicazione

B.7.1) far progredire il processo di interazione della comunicazione interna ed esterna, inteso come potenziamento della capacità di ascolto da parte dell'Amministrazione, in modo da favorire flussi comunicativi in una logica di rete e quindi rendere più veloce, coerente e affidabile la capacità di risposta ai diversi portatori di interessi;
B.7.2) realizzare attività e forme di comunicazione esterna che dovranno essere concordate e coordinate dalla competente struttura dell'Amministrazione, al fine di veicolare l'immagine dell'Amministrazione e di dare risposte rapide e corrette alle domande degli utenti;
B.7.3) proseguire le iniziative relative alla comunicazione interna, attraverso il potenziamento dell'Urp centrale e il rafforzamento del raccordo con gli UU.RR.PP. territoriali, in funzione di una sempre più efficace interazione con i soggetti istituzionali coinvolti, per conseguire un risultato apprezzabile di coerenza e omogeneità di informazione, pur nel rispetto delle specificità territoriali;
B.7.4) completare le iniziative formative a favore del personale del Ministero, da estendere, attraverso analoghi interventi, anche al personale della scuola, allo scopo, tra l'altro, di implementare un sistema di comunicazione istituzionale dalle scuole all'esterno, alla stregua di quanto previsto dalla normativa vigente;
B.7.5) assicurare il potenziamento dell'attivita' didattica a distanza utilizzando gli strumenti informatici e multimediali per sostenere e rendere sempre più incisiva e capillare l'attività di comunicazione ed informazione nella scuola. Procedere al rinnovo e all'integrazione della convenzione con la RAI;

B.8) Interventi nel campo dell'innovazione tecnologica

B.8.1) riordino del patrimonio applicativo del settore istruzione per adeguarlo al mutato assetto organizzativo del Ministero e per potenziare, anche attraverso le tecnologie più innovative, la fruibilità dei servizi offerti;
B.8.2) sviluppare iniziative volte a realizzare un nuovo sistema di protocollo elettronico nonché il completamento della nuova rete a larga banda di collegamento degli Uffici del Ministero;
B.8.3) istituire un nuovo servizio di posta elettronica per tutto il personale della scuola e la generalizzazione del progetto cedolino on-line; realizzare una banca dati per l'adozione dei libri di testo; costituire un'anagrafe nazionale degli studenti;
B.8.4) proseguire le numerose iniziative già avviate nelle scuole, per diffondere una maggiore dimestichezza con gli strumenti informatici. In particolare dovranno essere implementati i seguenti progetti: Biblioteche nelle scuole; Scuola in ospedale (HSH@Network); @apprendere digitale; Cipe scuola; Robot a scuola;
B.8.5) proseguire le iniziative a sostegno della formazione dei docenti nell'area della didattica con le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, anche in modalità e-learning, che dovranno riguardare in particolar modo la nuova edizione del progetto Fortic, destinato alla formazione dei docenti, e il progetto Kidsmart, destinato a bimbi di età pre-scolare;
B.8.6) utilizzare le nuove tecnologie come leva per favorire la formazione dei giovani in condizioni di svantaggio, con l'obiettivo di ridurre il digital divide. Nell'ambito di tale obiettivo verranno attivati i progetti: "Maestri di strada" che si rivolgerà ad alunni in età scolare che non frequentano più la scuola; "Aurora", destinato ai minori degli istituti penitenziari minorili o in strutture di ricovero; nonché progetti destinati a promuovere rapporti di integrazione tra scuole e realtà locali che si trovano ad operare nei contesti delle Comunità montane.

C) OBIETTIVI DELL'AREA DEI CONTROLLI E DEL MONITORAGGIO
L'attività di controllo, verifica e monitoraggio riguarda tutte le priorità politiche e i correlati obiettivi strategici di intervento dell'Amministrazione. Accanto alle iniziative poste in essere dai singoli Uffici centrali e periferici, il Servizio di controllo interno (Secin), nel contesto dei compiti previsti dal D.L.vo n. 286/1999, continuerà a fornire il supporto nelle diverse fasi della programmazione e redazione della direttiva generale sull'azione amministrativa e la gestione e produrrà un rapporto semestrale e un rapporto finale nei quali saranno analizzati i dati del monitoraggio della direttiva stessa, formulando valutazioni e proposte volte a consentire gli aggiustamenti necessari per superare eventuali criticità rilevate come ostacoli al raggiungimento degli obiettivi nei tempi previsti.

La presente direttiva sarà sottoposta ai controlli di legge. Una volta concluso l'iter di perfezionamento, con la registrazione da parte della Corte dei Conti, verrà trasmessa al Dipartimento della Funzione Pubblica e resa nota tramite i siti internet e intranet di questo Ministero.

IL MINISTRO
Giuseppe Fioroni

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